Evadere

reveVi è mai capitato di svegliarvi in macchina, con la testa che sbatte leggermente sul vetro? Il sole, l’estate, gli amici, la musica. Sapete cos’è un didgeridoo o siete mai stati al festival aborigeno di Airvault?

Io ricordo una playlist. O forse sarebbe più corretto dire che una playlist mi ricorda pezzi di vita, quando in un bar ti alzi e decidi di fuggire dal caos metropolitano parigino per andare in mezzo al niente, dove scarseggia anche l’acqua corrente e nei bagni va di moda la segatura. Siete mai stati al festival aborigeno di Airvault?

E poi didgeridoo e percussioni che sembra di essere al teknival. Il the berbero, i piedi nudi e chi giocola col fuoco. E’ stato forse il primo finesettimana francese (nonché l’ultimo) in cui mi sono alzata ad un’ora decente per fare yoga. Ho ballato col ritmo del cuore e per un momento mi è sembrato di vivere in una dimensione parallela, insieme alle libellule del fiume e ai rumori della natura. Quattro ora di passione, vivendosi un po’ di esagono da Parigi verso un posto dimenticato da tutti. Eccetto per quei giorni di fine Luglio, quando in città si soffoca e soltanto un’altra regione riesce a regalarti il piacere di indossare una felpa al calar del sole. Come se mettere chilometri tra te e il mondo risolvesse i tuoi problemi, anche se si tratta semplicemente di problemi di afa, problemi di caldo.

La bellezza dell’evadere è un qualcosa di unico ma fortunatamente ripetibile.

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