Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va

O mille altri modi di dire che il treno non funziona “ammodo” nemmeno nei sogni

ferrovia

Nonostante il mio amore per i mezzi pubblici, è evidente come tra me e loro non scorra tutto questo buon sangue.

In Francia la chiamavano la ligne de la honte, la linea della vergogna. E io la prendevo, ovvio. Due o più volte al giorno, ovvio. E’ la linea 13, croce e delizia della prima banlieue e, a detta di tutti, troppo lunga per poter funzionare a modo. Alcuni studi hanno rivelato che si tratta della linea più affollata di Francia. Certo, niente a che vedere con Tokyo, ma vi assicuro che anche sulla 13 ogni tanto spunta qualche signore pronto a spingervi in carrozza. Il mio trucco era mettermi davanti a qualche signore minaccioso e pronto ad entrare ad ogni costo.

Digressione: per i francesi le carrozze della metro non dovrebbero trasportare più di quattro persone per metro quadro. Si dice che sulla linea 13 viaggino almeno 5 persone per metro quadro contribuendo, persona dopo persona, al sovraffollamento dei mezzi pubblici. L’inchiesta di Le Monde parla da sola.

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Chiusa la parentesi francese, l’altra linea sfigata della mia vita è la J/M/Z di New York. Nota per i suoi orari “alla cazzo di cane”, ovvio. Si dice che per viaggiare nella grande mela il sito dell’MTA (e la relativa app) dovrebbe diventare il tuo migliore amico. In caso contrario, potreste sempre trovarvi nel bel mezzo di Park Slope con zero indicazioni e tipo 4 autobus da cambiare per tornare a Williamsburg (controllate pure le distanze su google maps). E insomma, ritrovarsi a correre la mattina con la solita cup di the presa ad un dollaro dalla signora delle scale, versarselo addosso per poi scoprire che la J è già passata.

E poi si torna in Italia, TRENItalia. Non ce n’è mai una che funzioni, di esperienze dico. Eppure non c’è molto da fare. Se non hai la macchina funziona così: o treno o nisba. Ovviamente non tutti devono passare o da Firenze, o da Bologna, o da Roma o da Milano. Il risultato è che le risposte tipo “ah, ma esiste la frecciarossa/italo” ve le potete pure tenere 😀 Io no. LIVE FAST, TRAVEL HARD. Il disagio è tanto ma, infondo, che viaggio on the train sarebbe nell’italica penisola senza disagio?

Se voi vi meravigliate a leggere quanto del nostro tempo, in termini di anni, passiamo a dormire, io vorrei sapere quanti anni, al termine della mia vita, avrò passato su un treno per un qualsivoglia ritardo! La verità, come vi ho già detto, è che AMO viaggiare sui mezzi pubblici. Adoro il rumore dei freni del treno e vedere il paesaggio che passa. Adoro correre per i corridoi dei treni per poi scoprire che, alla fine, esiste ancora qualche treno con una finestra sul passato.

Sui treni ci passo fieramente una parte della mia vita. Gli scambi ti regalano sorprese impreviste, come l’assenza di una qualsivoglia macchinetta dove comprare una bottiglia d’acqua. O di un bar, o di una fontanella. OVVIO. E poi le corse tra binari inesistenti, le risposte in una lingua incomprensibile o gli sconti che valgono soltanto entro determinati confini. L’IMPORTANTE E’ IL VIAGGIO.

La mia linea preferita è la Bologna-Prato: 1 ore e 10 minuti di appennini per poi arrivare in vallata. Le luci della mia città mi scaldano il cuore. Ok, non sarà una città, ma la definizione non mi importa. Mi importa del treno di notte, quando le luci sfuggono, scompaiono. Mi piace sentire l’odore di casa. IO.

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